Sistemi nazionali di gestione dell’agrobiodiversità

Sistemi nazionali di gestione dell’agrobiodiversità

In sintesi
Le organizzazioni della società civile attive sul fronte delle sementi e del materiale di propagazione contribuiscono all’utilizzo sostenibile della diversità genetica delle colture. Solitamente operano nel settore informale e sono spesso costrette a fronteggiare molte sfide e poca interazione con il sistema sementiero e alimentare formale.

DIVERSIFOOD ha analizzato cinque diversi sistemi nazionali di gestione dell’agrobiodiversità per identificare le tipologie di attori coinvolti e valutare i legami tra il settore sementiero formale e quello informale. L’obiettivo era determinare in che modo le costellazioni di attori, le loro interazioni e il contesto giuridico influiscano sulla prospettiva di preservare la diversità delle e l’agricoltura a livello nazionale. Le analisi dei cinque sistemi nazionali di gestione della agrobiodiversità sono state condotte dal punto di vista dei partner DIVERSIFOOD di rilevanza nazionale: Rete Semi Rurali (Italia), Arche Noah (Austria), Red Andaluza de Semillas (Spagna), ProSpecieRara (Svizzera) e Réseau Semences Paysannes (Francia).

Le cinque organizzazioni a confronto

Benché le cinque organizzazioni condividano la visione analoga di un sistema sementiero dinamico e attività centrali che vertono sulla tematica di interesse comunitario della conservazione e gestione della diversità genetica delle colture, esse differiscono in maniera significativa nelle strutture di governance, finanziamento e affiliazione. Mentre alcune dipendono al 99% da finanziamenti pubblici (nazionali o europei), altre percepiscono solo il 6% di finanziamenti pubblici. Queste ultime sono supportate perlopiù da quote associative private o da donazioni e sponsor che arrivano a coprire il 70% del loro reddito annuo, talvolta anche più.  In termini di affiliazione, alcune organizzazioni hanno membri collettivi (associazioni e organizzazioni) mentre altre hanno membri individuali. Le organizzazioni differiscono anche per dimensioni. Le più piccole si aggirano intorno ai 50 membri (solitamente collettivi) e hanno un piccolo staff (in media 6 persone), le più grandi contano più di 10.000 membri e fino a 39 impiegati. È stato rilevato inoltre uno schema geografico secondo cui le organizzazioni di seed saver supportate dai membri prevalgono in Nord Europa (sono composte perlopiù da giardinieri dilettanti e da seed saver privati) mentre le reti di organizzazioni agricole collegiali (che contano una piccola percentuale di “amateur” e giardinieri dilettanti) supportate da fondi pubblici sono più diffuse al Sud.

Comprendere il contesto giuridico

La maggior parte delle organizzazioni contribuisce ai dibattiti politici e giuridici nazionali e internazionali allo scopo di influenzare lo sviluppo del quadro normativo in una direzione più favorevole per la gestione delle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura. DIVERSIFOOD analizza l’impatto della legislazione sulla  diversità nel sistema sementiero. Le direttive della Commissione Europea sulle varietà da conservazione sono un quadro normativo assai rilevante in questo contesto. L’attuazione delle direttive varia da paese a paese.

In Italia la registrazione delle varietà da conservazione è vincolata alla definizione di una regione d’origine che non è sempre ben definita; in Germania, Francia e Svizzera molte varietà da conservazione sono registrate indicando una “regione d’origine” estesa all’intera nazione.                                                                             In Italia e Spagna la registrazione è gratuita, mentre in diversi paesi del Nord Europa è vincolata al pagamento di una quota una tantum o di una tassa annuale. Un’altra questione politica riguarda la possibilità dello scambio non commerciale di sementi di varietà non protette tra giardinieri e agricoltori; anche questa opzione è suscettibile di interpretazioni contrastanti negli stati membri: alcuni la consentono, altri pongono restrizioni in maniera spesso non troppo chiara. Le leggi nazionali restrittive sui prodotti fitosanitari, confezionate su misura delle esigenze del settore sementiero formale, su larga scala, possono rappresentare un altro ostacolo alla circolazione locale e all’uso sostenibile di risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura in diversi sistemi alimentari e sementieri. La complessità delle procedure amministrative da espletare per accedere alle risorse fitogenetiche spesso pregiudicano la disponibilità di tali risorse per l’agricoltura e la selettocultura. Ultimo ma non per questo meno importante, una normativa più rigida sui diritti di proprietà intellettuale (tutela della varietà vegetale e sistemi di brevetti) potrebbe impedire la circolazione della diversità e dell’innovazione basata sulle risorse fitogenetiche locali influenzando negativamente la diversità e sostenibilità del sistema sementiero.

Interazioni tra stakeholder – verso piattaforme per la gestione delle PGRFA

Tutte le organizzazioni auspicano che i sistemi sementieri nazionali tengano in maggior conto il ruolo degli attori sociali coinvolti nella conservazione, nel mantenimento e nel rinnovo della agrobiodiversità. Anche se tutti gli stati membri della UE hanno siglato il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (impegnandosi a promuovere i Diritti degli agricoltori in relazione alle risorse fitogenetiche enunciati nell’Art. 9) e hanno applicato le direttive come quelle sulle varietà da conservazione, in nessun paese esiste uno spazio formale o piattaforma in cui gli stakeholder formali e informali, istituzionali o civili possano discutere e negoziare le tematiche di interesse comune. Laddove vi siano piattaforme di comunicazione sul tema delle risorse fitogenetiche, gli attori che operano nel settore sementiero e alimentare su larga scala spesso prevalgono, e i pareri formulati da organizzazioni della società civile non sono tenuti in grande considerazione.

Possibili soluzioni

Attraverso studi, workshop e attività di ricerca, DIVERSIFOOD mette a fuoco i sistemi nazionali PGRFA, le loro esigenze, l’impatto del contesto giuridico sul loro sviluppo e le criticità da affrontare per rilanciare il loro contributo all’impiego sostenibile delle risorse fitogenetiche. Nel 2018, DIVERSIFOOD discuterà le raccomandazioni programmatiche elaborate nell’ambito del progetto in collaborazione con stakeholder esterni in una serie di workshop europei e nazionali e nel convegno finale di Rennes (Francia) nel dicembre 2018.

Letture consigliate

Commissione europea: Preparatory action on EU plant and animal genetic resources. Final Report.

Unione Europea 2016. ISBN: 978-92-79-54841-3.

TRANsformative Social Innovation Theory (TRANSIT) 2014-2017. Balázs, B., Aistara, G. et al. (2015). Report:

Transnational Seed Exchange Networks.

Parole Contadine

Parole Contadine

Tra il 2005 e il 2009 RSR ha collaborato con Controradio alla realizzazione e messa in onda di due cicli di trasmissioni radiofoniche dedicate al rinnovamento delle pratiche agricole a partire dal racconto fatto da alcuni loro protagonisti in Toscana.

L’idea nacque in una cena. Tra i commensali Sabrina Sganga e Raffaele Palumbo, giornalisti di Controradio, Gianluca Tavanti e Marco Cassini, al tempo allevatori in biologico, Esther Metais, biologa paesaggista, Giacomo Nardi, agronomo, Riccardo Franciolini, social sommelier nella carovana t/Terra e libertà Critical Wine e già collaboratore della nascente RSR.

Gli ingredienti con i quali lavorare erano: la scelta di reinsediamento in campagna, l’innovazione in agricoltura biologica e soprattutto motivazioni e aspettative dei protagonisti. Si convenne che le interviste sarebbero state realizzate nelle aziende agricole, che i contenuti sarebbero stai soprattutto il racconto, piuttosto che la rivendicazione, che le musiche di accompagnamento avrebbero seguito i gusti degli intervistati. Riccardo Franciolini avrebbe impostato, puntata per puntata, visita per visita, il contenuto, Sabrina Sganga ne avrebbe curato la parte tecnica.

2005 – 1° edizione. Viaggio alla scoperta della piccola agricoltura toscana, 12 trasmissioni

Il primo ciclo di trasmissioni andò in onda nel 2005 grazie al contributo di Regione Toscana ad un progetto a cui contribuirono Coordinamento Toscano Produttori Biologici, AIAB, GAS No OGM di Ponte ad Elsa Empoli e naturalmente Controradio.

1 – Nelle vigne di Paterna – Terranova Bracciolini
2 – Vigne, olivi, asini nella Fattoria Montiani – San Polo in Chianti
3 – Gli ortaggi di Gino Zucchino per i GAS di Pisa
4 – Tra gli olivi del Montalbano
5 – Tra i banchi del Pagliaio di Greve in Chianti
6 – Nel Caseificio di Claudio Cavazzoni – Sovicille
7 – Il Caciaio di Mengrano
8 – Azienda Agricola Cortevilla – Suvereto
9 – Tradizione contadina sulle colline di Scandicci
10 – Tra gli alveari di Alain – Montopoli Valdarno
11 – In Mugello tra gli animali della azienda agricola Morelli
12 – Allevare in biologico in Casentino
13 – Puntata finale

2008 – 2° edizione. Viaggio alla scoperta delle biodiversità agricola toscana, 9 trasmissioni

Anche il secondo ciclo di trasmissioni ricevette il contributo di Regione Toscana. Al partenariato si aggiunse il Laboratorio di studi rurali Sismondi dell’Univesità di Pisa e il progetto venne coordinato dalla ormai nata RSR.

1 – Biodiversità, ricerca, agricoltori
2 – Azienda agricola biologica Floriddia
3 – Aazienda agricola Pruneti
4 – Podere La Cerreta
5 – Azienda agricola Pardini
6 – Vivaio Canciulle
7 – Podere del Grillo
8 – GAS NoOGM di Ponte ad Elsa
9 – Rete Semi Rurali

Sabrina Sganga intervista il Segretario del Trattato FAO Dr Shakeel Bhatti

poi a Szeged…

Parole contadine per noi di RSR è Sabrina Sganga. Sabrina ha poi condotto la realizzazione del reportage su Let’s Liberate Diversity! Szeged, in Ungheria il cui montaggio ci sorprese per come riuscì a coinvolgere le voci della redazione tutta di Controradio nelle traduzioni delle molte interviste in lingua originale che compose in quella trasmissione radiofonica. Ci ha lasciato troppo presto, l’Associazione Sabrina Sganga la ricorda promuovendo ogni anno un premio giornalistico.

Let’s Liberate Diversity! Szeged

RESTART 2021 Campus per Giovani Aziende sull’Appennino

RESTART 2021 Campus per Giovani Aziende sull’Appennino

Aperta la Call for Ideas per partecipare al campus #ReStartApp2021 15 posti disponibili per giovani under 40 con idee d’impresa da realizzare in Appennino Il campus residenziale gratuito si terrà ad Ascoli Piceno dal 5 luglio all’8 ottobre 2021.

Dal 2014 Fondazione Edoardo Garrone è impegnata nel rilancio dell’economia appenninica, che sostiene con una progettualità dedicata all’imprenditoria giovanile. Una progettualità che si concretizza, fin dall’inizio, con il progetto ReStartAppun campus residenziale e gratuito di 10 settimane per giovani under40 che abbiano un’idea d’impresa da realizzare sul territorio appenninico.

Informazioni qui https://fondazionegarrone.it/

SCADENZA 14 MAGGIO 2021

UE Piano di Azione per il Biologico

UE Piano di Azione per il Biologico

La Commissione Europea ha oggi rilasciato il nuovo Piano di Azione per lo Sviluppo dell’Agricoltura Biologica.

Tra i benefici chiave previsti dal nuovo piano viene riconosciuto il valore che l’agricoltura biologica ha per l’ambiente, inclusa la biodiversità: circa il 30% in più in media in un appezzamento coltivato secondo i principi del biologico che in agricoltura convenzionale.

Il Piano prevede di dedicare il 30% del budget per ricerca e innovazione a tematiche che impattano specificatamente il biologico, tra cui l’agrobiodiversità.

Leggi di più: comunicato stampa e documenti allegati (in lingua inglese)

l’Ufficio Europeo dei Brevetti revoca il brevetto Monsanto sui meloni

l’Ufficio Europeo dei Brevetti revoca il brevetto Monsanto sui meloni

Con decisione numero T1045/16, la Commissione di Ricorso ha revocato il brevetto Monsato su meloni numero EP1962578, per ragioni tecniche, in quanto i semi del melone in questione non sono stati depositati come richiesto nella legge Europea per i brevetti.

Il brevetto era stato concesso nel 2011 sul meloni non geneticamente modificati ma dichiarati innovazione in quanto naturalmente resistenti a virus (una caratteristica scoperta inizialmente in alcuni meloni in India) nonostante la legge europea sui brevetti non permetta brevetti su varietà vegetali o piante migliorate con tecniche convenzionali.

Questa decisione non preclude la concessione di ulteriori brevetti e non è previsto che vi siano ulteriori impatti su brevetti analoghi.

Fonte: https://liberatediversity.org/

Leggi l’intero articolo (in inglhttps://liberatediversity.org/european-patent-office-finally-revokes-monsanto-patent-on-melons/ese)

no patents on seeds
Partecipa anche tu!

NPOS – Petizione contro i brevetti su piante e animali

NPOS – Petizione contro i brevetti su piante e animali

Rete Semi Rurali, tra i fondatori della campagna No Patent on Seeds, partecipa alla petizione contro i brevetti su piante ed animali, di seguito il comunicato per la raccolta delle adesioni.

Cari colleghi,

al momento abbiamo più di 40 organizzazioni e 120.000 individui che sostengono la nostra petizione https://www.no-patents-on-seeds.org/en/activities/petition contro i brevetti su piante e animali da allevamento convenzionale. Le firme sono state raccolte insieme a WeMove Europe https://act.wemove.eu/campaigns/keine-patente-auf-saatgut?utm_campaign=slider&utm_medium=website&utm_source=wemove>eUmweltinstitutMünchenhttps://www.umweltinstitut.org/mitmach-aktionen/stoppt-patente-auf-pflanzen-und-tiere.html 

Consegneremo le firme all’EPO (Ufficio Europeo Brevetti) il 22 marzo, Insieme al nostro ultimo rapporto, proprio prima della riunione del Consiglio Amministrativo degli Stati membri.In questo rapporto https://www.no-patents-on-seeds.org/en/publications/report2021 forniamo informazioni sulle attuali domande di brevetto sulle piante e e sottolineiamo la necessità di ulteriori decisioni politiche al fine di raggiungere una sufficiente certezza del diritto. Mostriamo in particolare come possano essere chiarite le questioni controverse relative alla definizione di “processi essenzialmente biologici”.

I rappresentanti nazionali devono attivarsi ora per chiudere le scappatoie abusate dall’industria, altrimenti centinaia o addirittura migliaia di domande di brevetto saranno depositate prima che la chiarezza venga raggiunta.Se la vostra organizzazione non l’ha ancora fatto, potete ancora sostenere la nostra petizione come organizzazione rispondendo a questa e-mail.

La petizione continuerà fino alla fine di giugno, quando il Consiglio si riunirà di nuovo.Potete anche condividere i nostri post su Facebook  e Twitter 


Grazie mille per il vostro sostegno!

Buone cose!

Johanna